Questo mese: Domus 1010

Domus 1010

Copertina: elaborazione grafica di uno schizzo di progetto di John Pawson per il Design Museum di Londra. © John Pawson

Editoriale: Della consapevolezza

Dei quattro momenti in cui abbiamo diviso il farsi del progetto – consapevolezza, immaginazione, mestiere, libertà –, di sicuro il più importante e complesso è quello della consapevolezza e, come vedremo, per più di una ragione. Per parlarne, conviene partire dall’oggetto dei nostri ragionamenti, il progetto di architettura, cercando di ricostruirne lo svolgersi e descriverne il farsi.

Michael Jakob, collage (2017)

Della bellezza; e ch’egli è impossibile di definirla

Nel terzo centenario della nascita di Johann Joachim Winckelmann, il m.a.x. museo di Chiasso dedica al maestro tedesco della cultura classica una grande mostra incentrata sulla sua opera fondamentale Monumenti antichi inediti, presentando, tra gli altri documenti, tutte le 208 tavole incise contenute nei due volumi dell’editio princeps del 1767 e appartenenti alla collezione del museo.

Costruire a grandi lettere

Progettare edifici residenziali, affrontando un percorso di crescita culturale e di maturazione consapevole, è l’oggetto del corso tenuto da Stephen Taylor alla Metropolitan University di Londra, vero momento chiave nella preparazione dei futuri architetti che vedono nell’architettura del passato un utile strumento di riflessione critica.

Scuola del Design, Politecnico di Milano

Fondata nel 1993 nello storico Politecnico, la Scuola di design milanese promuove un apprendimento basato sulla “epistemologia della prassi”, dove la sperimentazione sul campo e l’apertura internazionale si uniscono a un “approccio italiano” alla tecnologia, filtrata attraverso le discipline umanistiche e la crescente ibridazione con i processi artigianali.

Una genealogia dell’architettura moderna

Lo storico Gevork Hartoonian ci propone una lettura critica della più recente pubblicazione di Kenneth Frampton, che riflette sulla cultura del costruire attraverso un particolare metodo di analisi: quello comparativo basato sul confronto diretto di due manufatti.

Cultura e sviluppo locale

Con il recente ampliamento degli spazi espositivi degli Ex Seccatoi del Tabacco, che ospitano la Collezione Burri, è in corso a Città di Castello una complessa operazione di riattivazione culturale capace di mettere in moto nuove forme d’intelligenza collettiva.

Nella luce di Burri

Ritrovare Ico Parisi

La bella mostra curata da Roberta Lietti e Marco Romanelli alla Villa Reale di Monza per la Triennale fa luce sulla figura e sull’opera di Ico Parisi, architetto e designer, ma anche art director, fotografo, regista, pittore. Partecipe e attivo dentro il cenacolo progettuale e culturale inaugurato a Como nel 1948, la sua attività di questi anni è ripercorsa in più modi nella mostra attraverso il lavoro tipologico sul tema del tavolo.

La fabbrica bella

Attraverso 100 immagini dal suo archivio storico, la mostra di Settimo Torinese, sede del polo più innovativo del Gruppo Pirelli, racconta la cultura dell’industria che – rimandando all’“Umanesimo industriale” di olivettiana memoria –, resta fondamentale per costruire nuove opportunità di sviluppo.

Il cronotopo del 1966

Esistono tempi e luoghi precisi, inscindibilmente legati per la fecondità di eventi, in grado di gettare le basi per una fase storica nuova? Il 1966 a Firenze – il momento in cui il Movimento Moderno finisce davvero sotto i colpi congiunti del vasto repertorio radicale – sembrerebbe dimostrare la validità del genere del cronotopo.

Progetto urbano negli ex Mercati generali, Roma

La complessa riconfigurazione del sito sulla via Ostiense deve ancora trovare una sua definitiva soluzione. Il progetto relativo a una parte dell’area ne propone una lettura urbana che affida al basamento la connessione all’esistente e alla parte superiore la relazione con l’intorno.

Costituzione, tutela, terremoti

Di fronte al territorio più franoso d’Europa, il più esposto al danno idrogeologico e sismico non è il destino avverso, ma una catena di eventi che dovrebbe innescare meccanismi di consapevolezza e prevenzione. Come sottolinea Settis, è ora di abbandonare la cultura dell’emergenza che piange perennemente su se stessa e puntare invece sulla prevenzione.

The Design Museum London

La sistemazione urbana dell’area in cui negli anni Sessanta era stato realizzato il complesso del Commonwealth Institute dota la capitale britannica di un nuovo pezzo di città contemporanea. Raccontiamo la storia di questo delicato intervento attraverso il lavoro di John Pawson, che ha ridefinito gli interni dell’edificio storico preservato, di OMA e Allies and Morrison, che hanno compiuto una magistrale ristrutturazione del manufatto dall’iconico tetto a paraboloide e hanno riconfigurato il sito con nuove residenze, e, infine, con un saggio di Ricky Burdett, che sottolinea i caratteri innovativi dell’intera operazione progettuale, culturale e finanziaria.

Pragmatismo, sviluppo e cultura: il modello Londra

Ampliamento della dépendance di Oyodo, Osaka

Attraverso un piccolo intervento di addizione in un edificio da lui progettato a metà degli anni Novanta e adiacente al suo studio storico, il maestro giapponese dimostra, ancora una volta, la sua grande attenzione alla relazione tra interno ed esterno e il suo estremo rigore strutturale.

Parcheggio multipiano, East Hanover, New Jersey, USA

La tipologia di un parcheggio multipiano, a servizio del campus di una casa farmaceutica, viene declinata con rigore, ma in modo nuovo. Il volume perentorio acquista una leggerezza inaspettata, funzionalità e pragmatismo si trasformano in spazi ariosi e sorprendentemente accoglienti.

Residenza estiva, San Salvatore, Montione, Umbria

La trasformazione di un edificio storico situato nella campagna umbra permette all’architetto inglese di ribadire la sua attenzione per lo spazio e la luce. La piccola estensione che affianca il volume antico trasforma il basamento in un elemento capace di valorizzare il rapporto con il terreno e il paesaggio circostante.

“Se leggo dimentico, se guardo ricordo, se faccio capisco”

Approdato al mondo del progetto da autodidatta e in modo tutt’altro che lineare, passando attraverso il “mondo del fare” e l’azienda di famiglia, Carlo Contin mantiene due registri differenti nel suo lavoro: da un lato l’interesse per la produzione di serie e l’industria, e dall’altro la possibilità di portare avanti ricerche in direzioni inesplorate e sperimentando tecniche e materiali nuovi che sfociano in serie limitate o addirittura in autoproduzioni. In entrambi i casi, il design è un modo per distribuire qualità e bellezza.

Matrice ed Equivalenze

In occasione delle due grandi personali da poco inaugurate a Roma – una curata da Massimiliano Gioni al Palazzo della Civiltà Italiana e l’altra alla Galleria Gagosian –, l’artista torinese racconta a Domus la sua maniera di lavorare: dall’importanza della scrittura, fondamentale per creare associazioni d’idee e sintetizzarle, all’esecuzione di un’opera che procede assecondando la materia.

La Parma di Dario Costi

Elzeviro: “Gimme Shelter”

Trattiamo qui del caso eclatante della capanna di Ted Kaczynski, meglio conosciuto come Unabomber, e della possibilità di riflettere sul binomio “celarsi in un rifugio” versus “far esplodere il mondo”.

Rassegna: Abitare contemporaneo