Questo mese: Domus 1007

In questo mese

Domus 1007

In copertina: elaborazione grafica di un bozzetto di Tullio Pericoli per la decorazione della Sala Garzanti, dettaglio della lunetta sud, 1988.

Editoriale: Se Roma non fa Roma

Cosa sta succedendo oggi nel mondo, o, per meglio dire, cosa sta succedendo a questo nostro piccolo, grande mondo? In una parte di esso assistiamo ancora a guerre cruente e a distruzioni di massa, condotte con una barbarie che non pensavamo più possibile ai giorni nostri; in un’altra parte, la più importante democrazia contemporanea – quella americana – ha costretto il mondo intero a seguire per mesi una campagna elettorale quantomeno imbarazzante, con esiti sulle opinioni pubbliche mondiali potenzialmente devastanti.

Domus 1000. Reiventare il presente

I miei mobili da architetto

In occasione dell’ampia rassegna che il Musée des Arts décoratifs di Parigi dedica ai lavori di arredo di Jean Nouvel, l’architetto racconta a Domus del’importante ruolo sociale del progettista, rivendicando il fatto che queste sue “piccole architetture” appartengono a pieno diritto alla cultura del progetto.

Microcosmi

La formazione di base dello studente di architettura nel campo del progetto è l’oggetto del puntiglioso lavoro didattico svolto da Bearth nei suoi corsi del secondo anno, tenuti da ormai 16 anni all’Accademia di Architettura di Mendrisio. Suddivisi in due semestri, affrontano sia la piccola scala della casa nel paesaggio sia l’abitare collettivo nei centri urbani.

Yale, Scuola di Architettura

La prima donna alla guida della prestigiosa scuola di architettura – istituita nel 1832 come scuola d’arte –, inizialmente diretta da Paul Rudolph e oggi ‘casa’ dei più importanti nomi del panorama internazionale, racconta la missione del suo istituto: formare i futuri leader nell’analisi e nella configurazione dell’ambiente costruito.

Per un laboratorio permanente di progettazione urbana strategica

In un momento di grandi aspettative per le città italiane, il lavoro collettivo di Parma Città Futura – condotto dall’architetto Dario Costi con i suoi studenti – propone nuove strategie progettuali capaci di prefigurare le trasformazioni urbane a esse necessarie, da realizzare con la stretta collaborazione tra università, amministrazioni e cittadini.

André Tavares: anatomia del libro di architettura

Il lungo lavoro di ricerca condotto da André Tavares sulle collezioni librarie del Centre Canadien d’Architecture di Montréal ha dato origine a una pubblicazione che, anche attraverso un ricco e raffinato corpus iconografico, ‘disseziona’ il libro di architettura, analizzandone il processo di costruzione. Ce ne parla il critico e storico dell’architettura Jean-Louis Cohen.

Una maniera di lavorare

Dai primi disegni per le pagine culturali dei quotidiani allo scontro con il mercato dell’arte; dall’amore per i libri allo strumento per lui più caro e insostituibile, la matita: il grande illustratore ci racconta del suo lavoro e della paziente ricerca che lo sostiene.

Ascoltare la luce

La musica può contribuire ad arricchire i significati, la percezione e la realizzazione di un’architettura o di un’opera d’arte? Indagando lo spazio come elemento compositivo, il capofila degli spettralisti Gérard Grisey, protagonista in autunno del festival “Milano Musica”, offre attraverso le sue partiture una contemplazione dell’origine di luce e suono.

Robert Venturi: complessità e contraddizioni

A 50 anni dalla pubblicazione del famoso libro di Robert Venturi, il MAXXI rende omaggio al maestro americano con tre giornate di studio dedicate alla sua opera e al particolare rapporto che lo lega alla città di Roma. Abbiamo chiesto a Paolo Portoghesi una testimonianza personale sull’influenza che questo testo ha avuto su più generazioni di architetti.

Musée Régional de la Narbonne Antique, Francia

La progettazione di edifici museali come occasione di un rinnovamento urbano e culturale è da molti anni uno dei temi di ricerca più consolidati all’interno dell’attività dello studio britannico. Anche questo nuovo museo archeologico si propone di diventare un polo di rivitalizzazione nel tessuto della cittadina francese dell’Occitania.

Ricostruzione: Aporia dell’abitare

A partire dalle riflessioni sull’abitare espresse nell’antichità da Sofocle nell’Antigone , il filosofo Pietro Montani c’invita a considerare due aspetti nel processo di ricostruzione delle zone colpite da terremoti che distruggono lo spazio vitale di tante comunità: la memoria e il rapporto cooperativo.

Teatro Nazionale di Taichung, Taiwan

Forme organiche di straordinaria complessità caratterizzano gli interni del nuovo edificio dedicato alla musica e al teatro della città taiwanese. Abbandonata la geometria lineare, gli architetti si sono inoltrati in una prova costruttiva senza precedenti durata molti anni, dando vita a una spazialità che introduce alle voci e ai suoni delle tre sale per le rappresentazioni.

IJhal, Amsterdam

Il delicato tema dell’ampliamento del complesso ottocentesco della stazione di Amsterdam è stato risolto dallo studio Wiel Arets Architects con un progetto che rilegge in chiave contemporanea la tipologia storica, aprendo un collegamento diretto con il vicino fiume e creando per i viaggiatori spazi di circolazione con una precisa connotazione formale.

Studio privato, Berlino

La rigorosa geometria della struttura di una ex rimessa per barche del 1970 viene valorizzata in questo intervento di conversione in un padiglione-studio su un lago circondato dal verde che, con le nuove facciate di legno e vetro e i sottili profili di acciaio, si accosta alla tipologia delle storiche serre da giardino.

C Penthouse, Anversa

Il loft urbano progettato dall’architetto belga – premiato come “miglior designer dell’anno” a Interieur – è organizzato per assi prospettici che sfruttano la spettacolare vista sul fiume Schelda. La scelta di mostrare materiali grezzi e di recupero, come calcestruzzo e vecchie tavole di legno, fa invece riferimento agli storici magazzini del porto fluviale ed è un chiaro rimando al movimento dell’Arte Povera.

Tecnologo-utopista, artigiano-artista

Perfezionista e sempre attento al contenuto di un progetto, Paolo Ulian ricorda gli esordi nello studio milanese di Enzo Mari e confessa che l’inizio di un progetto è il momento più difficile da affrontare, perché una volta che si è trovata l’anima, si è trovato tutto. In bilico tra arte e artigianato, utopia e tecnologia, ci parla del suo grande amore per la sperimentazione, specialmente con il marmo che – ammette – è nelle sue corde: dall’utilizzo responsabile, ai nuovi approcci suggeriti dalla tecnologia digitale, alle sue potenzialità e limiti.

Lavoriamo bene insieme

Per raccontare a Domus la loro maniera di lavorare, i due designer inglesi partono dal loro lungo sodalizio, che descrivono con grande precisione. Dopo 20 anni di lavoro comune riconoscono come fondamentale la loro formazione di architetti, la capacità d’immaginare e concepire le loro opere nel contesto e non isolate, con forti caratteri spaziali: dal felice ingresso nell’industria italiana del design grazie a Giulio Cappellini fino all’ultimo complesso progetto di una seduta tecnica per Vitra.

La Bari di Gianfranco Dioguardi

Elzeviro: Abitare ai tempi delle moltitudini

Non ho visto un grande dibattito né sull’abitare dei tanti al lavoro nella gig economy , né sul ridisegnare spazi dell’abitare per la moltitudine dei dannati della Terra. È urgente andare oltre lo storytelling e la società dello spettacolo, e tornare alla storia, fatta da lunghe derive.

Rassegna: All’aperto