Questo mese: Domus 1006

In questo mese

Domus 1006

In copertina: elaborazione grafica
di uno studio di  Marco Zanuso per il progetto dell’istituto italo-africano Finafrica a Milano, 1971. © Mendrisio, Archivio del Moderno, Fondo Marco Zanuso

Editoriale: La ricostruzione è un fatto squisitamente culturale

I tragici eventi tellurici che lo scorso mese di agosto hanno colpito duramente il nostro Paese seminando morte e distruzione hanno ancora una volta messo sotto gli occhi di tutti, in maniera drammatica e violenta, la bellezza e, allo stesso tempo, la fragilità estrema dei nostri territori.

Domus 1000. Domus ha superato il numero 1000

Orlando Furioso 500 anni

Prendendo le mosse dai corsi sul Rinascimento, tenuti da Manfredo Tafuri a Venezia, Beltramini ci introduce alle celebrazioni per i 500 anni dalla pubblicazione dell’Orlando Furioso, l’opera-mondo del Rinascimento italiano. La mostra di Ferrara che anticipiamo, si occupa di raccontare quello che l’Ariosto vedeva quando scriveva il Furioso, ripercorrendo in una sorta di archeologia dell’immaginazione quel momento magico in cui fu proprio la cultura a guidare l’Italia fuori dalla crisi.

Città strada casa

La Potsdam School of Architecture, che Klaus Theo Brenner ha contribuito a fondare, vede l’architetto tedesco impegnato da anni a elaborare un lungo e complesso sistema didattico che pone al suo centro il progetto urbano alle sue varie scale. Nei suoi corsi, contesto, morfologia e tipologia diventano i cardini dell’insegnamento.

Dipartimento di Architettura, ETH Zürich

Ancora oggi il percorso formativo proposto dalla famosa scuola zurighese – istituita da Gottfried Semper nel 1854 –, risente dei principi fissati dal suo nobile fondatore. La straordinaria qualità di eccellenze interdisciplinari e le tante strutture presenti fanno del politecnico federale un luogo unico, dove architetti, ingegneri, storici dell’arte, paesaggisti e urbanisti concorrono insieme alla formazione degli allevi sia nella teoria sia nella pratica.

Il budino e l’ago

In una conferenza tenuta recentemente alla School of Architecture della University of Texas ad Austin, 
Alberto Campo Baeza ha preso in esame e sottolineato, con la sua consueta autentica passione, i momenti in cui maggiormente si concentra il piacere intellettuale suscitato dall’architettura.

Piero Portaluppi. Epopea borghese

Le pellicole in 16mm, fortunatamente ritrovate – girate e montate da Piero Portaluppi nel corso di una vita –, raccontano di come uno dei protagonisti dell’architettura milanese del Novecento usasse il nuovo linguaggio cinematografico per restituire il mondo che lo circondava. Partendo da questo materiale e integrandolo con riprese fatte oggi sulle realizzazioni milanesi dell’architetto,
la regista Maria Mauti ne ha fatto un film, L’Amatore, che qui presentiamo.

L’Amatore

Rivoluzione delicata

L’importante mostra che il MUDAC di Losanna dedica al lavoro di Constance Guisset permette alla giovane designer francese di esporre la sua produzione realizzando veri e propri spazi domestici come fossero scenografie ideali per i suoi oggetti ed elementi d’arredo.

Appartamento pilota

Trasformare una testimonianza in patrimonio universale

La vicenda dell’iscrizione dell’opera di Le Corbusier nelle liste dell’UNESCO inizia negli anni Sessanta quando lo stesso architetto, ancora in vita, ne invocava la salvaguardia. Dopo vari tentativi oggi il lieto fine con l’iscrizione di 17 sue architetture come Patrimonio mondiale dell’umanità.

Praça Mouraria e moschea, Lisbona

Nel centro della capitale portoghese, l’intervento architettonico di Inês Lobo riesce a dar vita a un nuovo luogo urbano che, allo stesso tempo, è luogo di culto, luogo di studio e piazza. Aprendo un varco nella cortina edilizia continua, crea uno spazio pubblico tra due strade – il grande asse urbano rua Palma e la retrostante rua Benformoso –, prima separate.

16. Quadriennale d’Arte di Roma

Insieme con la Biennale di Venezia e la ritrovata Triennale di Milano, torna di nuovo attiva anche la Quadriennale di Roma. Alla vigilia dell’apertura della sedicesima edizione abbiamo chiesto al suo presidente Franco Bernabè di esporci il suo punto di vista sul ruolo delle istituzioni culturali oggi in Italia in rapporto alla crescita del Paese e di raccontarci della nuova Quadriennale che apre in questo mese.

La Collina del Buddha, cimitero di Takino, Sapporo

Un incarico molto particolare – l’inserimento più armonioso in un contesto naturalistico di una statua monumentale del Buddha situata in un cimitero nei pressi di Sapporo – ha portato il maestro giapponese e il suo studio a realizzare un progetto a scala paesaggistica, che si avvale di poche, ricercate scelte architettoniche per celebrare la solennità e spiritualità del tema e del luogo.

Archivio di Stato, Gand, Belgio

In un tessuto misto, che vede la compresenza di architetture storiche di pregio e un’anonima edilizia residenziale degli anni Sessanta, la nuova realizzazione dello studio belga trova un inserimento armonioso grazie alla sua ricercata identità formale.

Struttura e giardini, Bruxelles

Un unico, rigoroso elemento architettonico inserito in un’area residuale di un denso tessuto urbano riesce a definire il luogo e a conformare uno spazio decoroso e protetto per le attività sociali di vicinato.

Highgate House, Londra

Cercando risonanze con gli elementi di artigianato locale che caratterizzano l’architettura eclettica del contesto suburbano, lo studio londinese realizza una casa dal forte carattere tettonico, unito alla ricerca di una conformazione spaziale di alta qualità.

Il centenario 1916–2016. Lezioni di architettura

Osservare da vicino le architetture del maestro milanese ci permette di rileggere il carattere delle sue opere e l’attualità del suo messaggio, dove la relazione tra architettura e disegno del prodotto industriale appare più che mai fluida.

Marco Zanuso. Un architetto poco milanese

Il design? Un errore programmato

Tagliente come un bisturi e rigoroso come un filosofo,
il designer francese più acclamato di sempre racconta
a Domus, con passione e generosità, del suo mestiere e dei cambiamenti epocali a cui il nostro tempo lo sottopongono.
A partire dall’ambizioso progetto della Generic collection
per Kartell, che lo vede oggi impegnato in una nuova avventura dai risvolti profondamente etici, Starck fissa
per il designer contemporaneo i nuovi obiettivi
da raggiungere, dove la creatività si pone in un’ottica
di servizio per tutti gli uomini.       

La Venezia di Marco de Michelis

Elzeviro: “Proviamo?”

La nostra casetta trae la sua vitalità dalla nostra condizione affettiva condivisa.
È un posto per valutare un mondo in transizione. I filoni della fantascienza si fanno realtà domestiche in maniera sommessamente infettiva.

Rassegna: Finiture