Questo mese: Domus 994

Domus 994

In copertina: pianta di una colonna portante della Casa Tugendhat, realizzata da Ludwig Mies van der Rohe a Brno nel 1930. Questo disegno è alla base del logo di Villa Tugendhat.

Editoriale: Se Milano torna a fare Milano

Riprendiamo, dopo la pausa estiva, da dove avevamo interrotto lo scorso mese di luglio, quando avevamo formulato l’invito a lavorare alla costruzione di un nuovo inizio, capace di superare, in maniera definitiva, una grande parte del nostro recente passato. Proprio da qui vogliamo ripartire, sottolineando l’urgenza d’individuare, esprimere e perseguire i termini di questo proposito da mettere in atto il più presto possibile.

La natura raffigurata

Arricchita dal magistrale allestimento di Francesco Venezia, che interpreta la memoria mitica e la realtà dell’arte di capolavori dell’antichità classica, la mostra “Mito e Natura” si propone come un insolito percorso intorno a un tema centrale, ma pochissimo indagato, del mondo antico: la rappresentazione figurata dell’ambiente che ci circonda.

La settima stanza


Teoria e progetto

Quattro progetti di grattacieli, sviluppati dagli studenti dei corsi alla Bauhaus-Universität Weimar, illustrano l’approccio di Karl-Heinz Schmitz al tipo edilizio scelto. Il corso affronta il tema dell’integrazione del nuovo nei contesti urbani e quello delle funzioni pubbliche all’interno degli edifici stessi.

Central Saint Martins College of Art and Design, Londra

Nato 26 anni fa dall’unione di due scuole di arte e design, il Central Saint Martins College raggruppa sotto lo stesso tetto dal 2011 un importante centro di formazione multidisciplinare, le cui energie sono sempre più indirizzate al pubblico e all’esterno. La scuola, unendo artigianato, tecnologia e pensiero critico, assolve a un ruolo culturale e politico nei confronti della società che si trasforma.

Produrre a regola d’arte

Da oltre trent’anni alla guida dell’azienda di famiglia, l’amministratore delegato di Rimadesio racconta a Domus le tappe di un percorso che lo ha portato a raggiungere, con i suoi prodotti, elevatissimi standard qualitativi. Ne viene fuori una storia mista di consapevolezza e orgoglio dove l’appartenere al proprio territorio permette all’azienda, e a chi ci lavora, di porsi traguardi ambiziosi e sempre più alti.

Storie della mia matita

Il principale strumento della sua arte, la matita, diventa l’incontrastata protagonista di questo ultimo lavoro del maestro marchigiano che anticipiamo ai nostri lettori seguendo la storia di una linea, che ci piace legare alle linee di Piero Manzoni di cui ci siamo già occupati.

Il progetto è sperimentazione attraverso la forma

Progettare, per la designer libanese, è frutto di un’interazione tra più persone e di un processo di ricerca continui. Tesi verso un’indistinta, forse irraggiungibile finalità, i suoi oggetti – sospesi tra arte e design – si nutrono l’uno dell’altro, restando possibilità, transizione e ricerca perpetua di senso.

Progettare per sopravvivere

Con la pubblicazione nel 1954 di un volume dal forte carattere teorico, oggi riproposto da Edizioni di Comunità, il grande maestro americano noto in tutto il mondo per le sue straordinarie realizzazioni ha anticipato di oltre mezzo secolo le più importanti tematiche del dibattito contemporaneo.

La mela e la foglia

Partendo dalla visita all’ultimo edificio realizzato da Valerio Olgiati in Portogallo e dal lavoro di Christian Kerez in Svizzera, l’architetto spagnolo propone ai lettori di Domus una riflessione precisa e puntuale sull’uso delle strutture, concludendo che in architettura non esiste una verità unica.

Un nuovo spazio pubblico per Briga

Il recente progetto per la città di Briga permette al maestro svizzero di tornare con la memoria alla prima conferenza tenuta al Politecnico di Losanna nel 1984, offrendoci un’importante lezione di coerenza d’idee e convinzioni etiche e politiche, lungo un’eccezionale arco temporale.

Università, architettura e città storica

La costruzione di un laboratorio permanente sulla città storica è stata al centro dei lavori della V edizione del Master di progettazione organizzato a Napoli dall’Università Federico II e dalla nostra rivista, con la collaborazione di sette tra le migliori scuole di architettura europee.

Stabilimento industriale, Valvigna, Italia

L’ultimo e più importante opificio realizzato da Guido Canali per il Gruppo Prada si configura come qualcosa di più complesso e tipologicamente articolato di un mero stabilimento produttivo, aspirando a costruire un luogo che rappresenta lo spirito più autentico del marchio italiano in un contesto fortemente connotato paesaggisticamente, a ridosso della principale arteria di traffico del nostro Paese.

Guido Canali e Prada

Quando un cliente come Prada incontra un architetto come Guido Canali, può accadere che abbia inizio un lungo percorso di scoperte e successi reciproci. In oltre 20 anni di collaborazioni e tre edifici industriali realizzati, si è definita una vera e propria tipologia innovativa di opificio-giardino di altissima qualità.

Nuova Darsena, Milano

Il progetto che ha trasformato l’area abbandonata della Darsena in un nuovo luogo pubblico metropolitano è il frutto di un lungo processo di elaborazione. Parti vecchie e nuove vengono composte in un insieme unitario di straordinaria importanza civile per la città. Attraverso l’opera di conservazione e riconfigurazione delle mura cinquecentesche è stato disegnato il nuovo raccordo tra le banchine, con passeggiate, terrazze, scale e rampe.

Più contenuto che forma

Con il suo secondo progetto per Arper, il designer francese sviluppa un sistema razionale e raffinato che rovescia la classica lavorazione dell’imbottito, basata sulla cucitura, semplicemente eliminandola. Ne viene fuori la collezione Steeve dalle forti forme tettoniche, ma leggere e, in qualche maniera, atemporali.

Il progetto come strumento di progresso

Cresciuto con la libertà di pensiero trasmessagli dal suo Paese, l’Argentina, plasmato dal modo di fare e lavorare di Milano che lo ha accolto nel 1998, Gomez-Paz ha sviluppato una ricerca progettuale dove la forma è sempre il risultato di un pensiero. Dai disegni sul suo taccuino, imprescindibili per qualsiasi progetto, passa alla fase di verifica operativa, lavorando sui materiali nel suo laboratorio, per arrivare solo dopo un lungo processo a definire la forma.

Casa Tugendhat, Brno, Repubblica Ceca

A trent’anni dalla pubblicazione su Domus di un importante restauro che aveva riguardato il capolavoro del maestro tedesco, la nostra rivista torna a occuparsi di Casa Tugendhat, proponendo lo straordinario recupero dell’edificio, da poco completato: un lavoro che ha visto la stretta collaborazione delle istituzioni ceche con vari studiosi, professionisti, maestranze, ai massimi livelli, per riportare questa magnifica architettura allo splendore delle origini.

Rassegna: Facciate


Feedback: la Johannesburg di Jean-Pierre de la Porte


Elzeviro: Funzione di Parigi

Parigi fa un po’ di tutto. Non che non abbia la sua specialità e la sua vocazione particolare; ma appartiene a un ordine più sofisticato, e la funzione propriamente sua è più difficile da definire di quelle delle altre città.