Winy Maas

Una nuova mappa del mondo

Il mondo sta cambiando e c’è bisogno di una reazione adeguata. Dobbiamo risolvere i cambiamenti climatici, risolvere la povertà, risolvere le tensioni e le lotte sociali.

Al Forum di Davos, attraverso le voci dello storico olandese Rutger Bregman e della sedicenne attivista Greta Thunberg, una nuova generazione ci sollecita ad agire. Il mondo sta cambiando e c’è bisogno di una reazione adeguata. Dobbiamo risolvere i cambiamenti climatici, risolvere la povertà, risolvere le tensioni e le lotte sociali. E, non dimentichiamolo, dobbiamo creare la bellezza al loro posto. Ciò porta a nuovi spazi, nuovi piani, nuove mappe.

Alcune iniziative fanno già parte di questo nuovo progetto. Ma possono contribuire a raggiungere questi traguardi?

La nuova via della seta cinese, la Belt and Road Initiative, segna l’inizio di un nuovo ordine mondiale. La Cina ha trovato un modo per collegarsi al resto del mondo, stringendo i ponti tra Eurasia, Australia e Africa. La Belt and Road Initiative sta concretizzando decenni di commercio internazionale su rotte terrestri e marittime. In questo numero di Domus vi presentiamo alcune delle sorprendenti implicazioni spaziali di questa nuova congiuntura. Madrid, un tempo al centro di un impero coloniale planetario, si trova improvvisamente all’altra estremità della strada per Pechino. Ci piaccia o no, ciò sta già accadendo. Possiamo vederla come una minaccia o un’opportunità, ma resta un dato di fatto. E la domanda non è se accadrà, ma piuttosto come affrontare al meglio questa nuova realtà.

Protest in Groningen, theNetherlands, against the fossil fuel industry, 28 August 2018.
Protesta a Groningen, Paesi Bassi, contro l’industria dei combustibili fossili, 28 agosto 2018. Foto Romy Arroyo Fernandez/NurPhoto via Getty Images

Sia Schijndel, la cittadina in cui sono cresciuto, sia Rotterdam, la città in cui lavoro, sono state distrutte durante la Seconda guerra mondiale. A quasi 75 anni di distanza stiamo ancora lavorando alla ricostruzione postbellica, impresa alla quale ho partecipato attivamente con la Glass Farm a Schijndel e il Markthal a Rotterdam. In questo senso, per me, la guerra è ancora vicina: vivendo e lavorando a Rotterdam, mi vengono continuamente ricordati i suoi effetti devastanti. La fondazione dell’Unione Europea si basa proprio su questo, ovvero sul fatto che dopo secoli di guerre ci battiamo per un futuro comune. Un futuro migliore e più pacifico.

È per questo che nel mese della Brexit (che tristezza) pubblichiamo un’idea anticiclica di futuro in cui l’Unione Europea diventa un’intesa globale inclusiva, aperta a tutti gli Stati che ne soddisfano i requisiti. Vi presentiamo la visione utopica, ma positiva, di un Pianeta Europa, dove molti Paesi del mondo potrebbero essere uniti. Questo pensiero, forse ingenuo ma idealistico, stranamente si esprime molto spesso nei film di fantascienza in cui gli alieni attaccano la Terra e gli umani sono costretti a collaborare, ma qui concediamo un momento all’idea di un pianeta unito e basato semplicemente sul desiderio di pace, prosperità e diritti umani.

Domus 1033, editoriale
A L’Aia, i bambini partecipano a un evento per chiedere maggiore consapevolezza politica sui problemi climatici, 7 febbraio 2019, ispirati dalle proteste degli studenti in Belgio. Foto Ana Fernandez/SOPA Images/LightRocket via Getty Images

Mentre scrivo questo editoriale, in Olanda e in Belgio i bambini delle elementari sono in strada per una marcia di protesta contro i Governi che si rifiutano di affrontare il cambiamento climatico. Due dei miei figli, ancora studenti, sono impegnati in una protesta contro la distruzione della natura per mezzo dell’estrazione mineraria. Che le generazioni più giovani non accettino l’ulteriore devastazione del pianeta mi rende felice. E mi sento enormemente colpevole di avere aspettato così a lungo. In questo numero potrete trovare informazioni dettagliate sulla portata dell’attività estrattiva globale e sulla crescente protesta contro di essa.

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