Winy Maas

Tutto è urbanistica

Il mondo futuro, la città futura, le urgenze, il futuro verde, il futuro aperto, il futuro libero, il futuro meraviglioso. Ogni scala è urbanistica, ognuno è urbanistica, tu sei urbanistica.

Benvenuti su Domus ’19. Benvenuti nel mondo che noi tutti costruiamo. Le mie domande sono: cosa dovremmo costruire e come? Di cosa ha bisogno il mondo? Che cosa ha senso realizzare?

Domus ’19 sarà dedicata a questo mondo futuro. Un mondo inteso come città. Un’impresa. Il pianeta Terra…

Indagheremo l’ignoto e il modo in cui si va manifestando. Come possiamo aprire la strada al futuro? Come accogliere l’imprevisto?

Editoriale Domus 1031
Confronto tra le estensioni estive dell’area ghiacciata artica dal 1970 a oggi, con proiezione al 2100

I numeri di Domus ’19 andranno a formare un singolo volume di oltre 1.000 pagine. Con ritmi diversi. Lo chiuderanno calcoli, valutazioni e fonti di ricerca. Quanto ossigeno producono i parchi che pubblichiamo? Quanta acqua possiamo risparmiare usando nuove modalità di raccolta? Quanta energia possiamo risparmiare se scegliamo di non usare l’aria condizionata? In breve, vogliamo mostrare come si comportano i paesaggi, gli edifici e i prodotti che progettiamo.

Tutti insieme, questi contenuti illustrano una visione del 2019. In 10 mesi, da pagina 0 a pagina 1.200, formeranno una concatenazione imprevedibile di urbanistica, architettura, paesaggi e design del prodotto. Che comprende e celebra il ‘tempo’. Che illustra eventi. Che nel corso dei mesi si evolve ed esprime valutazioni. Questa sequenza può essere descritta come la città evolutiva del 2019.

Quanto ossigeno producono i parchi che pubblichiamo? Quanta acqua possiamo risparmiare usando nuove modalità di raccolta? Quanta energia possiamo risparmiare se scegliamo di non usare l’aria condizionata?

Qual è il problema? Il nostro pianeta sta affrontando temi drammatici e urgenti. I cambiamenti climatici richiedono a tutti noi – politici, progettisti e cittadini – di accelerare l’azione per salvarlo. Ma siamo ancora troppo lenti.

L’esaurimento delle risorse naturali si sta avvicinando a grande velocità. Enormi disparità di reddito stanno creando forti tensioni sociali. Le migrazioni di massa richiedono un nostro intervento. La crescente desertificazione esige nuove foreste. Le economie in rapido cambiamento hanno bisogno di nuovi cluster e di nuove tecnologie. La crescita esponenziale della popolazione richiede più prodotti, più cibo, più ossigeno, più energia, più acqua, un efficiente trattamento dei rifiuti. Abbiamo bisogno di un’agenda per il cambiamento. Subito!

Il 2019 sarà l’anno dell’urbanistica. Dove gli urbanisti sono i protagonisti. E non siamo forse tutti urbanisti? Domus ’19 darà voce a chi fa la città: urbanisti, paesaggisti, architetti, designer, artisti, costruttori, investitori, sindaci, residenti, utenti, studiosi e critici. Domus ’19 porrà loro domande sul futuro e su come lo immaginano.

Le nostre città possono essere più responsabili? Più aperte? Più curiose? Possono essere coraggiose e sperimentali? Possono essere veramente verdi? Possono essere bio-diversificate? Possono generare energia, acqua, cibo e ossigeno senza produrre rifiuti? Possono essere umane, sociali, intime, accessibili, democratiche, libere, adattabili, eterogenee, accoglienti? Storia e futuro possono convivere? Possono essere belle e stimolanti? In una parola: possono essere meravigliose?

Il nostro pianeta sta affrontando temi drammatici e urgenti. I cambiamenti climatici richiedono a tutti noi – politici, progettisti e cittadini – di accelerare l’azione per salvarlo. Ma siamo ancora troppo lenti.

Questa è la lista dei miei desideri. Un elenco che passa dalla misura XXS alla XXL e viceversa: da materiali migliori a servizi igienici migliori, a facciate migliori, a case migliori, a città migliori, a un mondo migliore. Passa dalla produzione in serie di automobili, bagni, mattoni o vestiti, a strade e infrastrutture. Dai nanomateriali alla pianificazione su larga scala. Tutto questo va a formare le nostre città future. Sì, tutto è urbanistica!

Iniziamo con le nuove generazioni. A Milano, ragazzi di 13 anni hanno pensato alla loro città del futuro. Ci spostiamo a un ritratto del pianeta come base per tutto quello che verrà. Passiamo per il continente africano, dove si producono più città che nel resto del mondo. Come vanno le cose laggiù? Sveliamo l’effetto che la comunità di Davos riunita per il prossimo Forum economico mondiale avrà sulla collettività. Esploriamo il nuovo museo IMS di San Paolo del Brasile, che apre le porte a una città che soffre di criminalità e paura, in tempi recenti anche più di prima. Affrontare la paura con l’apertura... Questa è l’unica strada da percorrere, non è vero?

Domus ’19 darà voce a chi fa la città: urbanisti, paesaggisti, architetti, designer, artisti, costruttori, investitori, sindaci, residenti, utenti, studiosi e critici. Domus ’19 porrà loro domande sul futuro e su come lo immaginano.

Il paesaggio vince nel nuovo progetto di Open Architecture a Bohai Bay. La nuova stazione di Hong Kong offre un’inedita passeggiata sul tetto. Una scuola non climatizzata in Brasile si rivela un esempio per qualsiasi nuova torre per uffici ai tropici. Presentiamo piattaforme digitali che ci permettono di raggrupparci per creare città.

Osserviamo gli effetti del turismo provocati dai marker nelle città internazionali. Vediamo che Olafur Eliasson sta controllando la nostra coscienza. E ovviamente osserviamo il restringersi del Polo Nord quale promemoria su cosa fare... fino al punto di risultare ovvi e ripetitivi. Ma è semplicemente una questione di responsabilità.

C’è da lavorare. Da ultimo, ma non per importanza: fateci sapere cosa pensate e cosa volete aggiungere a questa lista di azioni.

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