Michele De Lucchi

Editoriale. Domus 1029

Nel numero di novembre 2018, Michele De Lucchi racconta dell’energia che manda avanti il mondo: la forza magica del caos.

Nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente grande, i concetti di materia e di tempo si dissolvono, scompaiono l’oggetto e il soggetto, il prima, il dopo, l’adesso. Rimane solo il probabile, un qualcosa d’indefinibile, indescrivibile, inafferrabile. Il caos nella sua essenza più pura.

Tutta la cultura è basata sulla sfida alle forze misteriose e magiche che attraggono e respingono e mandano avanti il mondo.

Tutto è partito da lì e tutto tornerà lì. Ci arrabattiamo alla ricerca di una legge regolatrice, più o meno convinti dell’esistenza di un’entità superiore. Il caos è l’inizio del mondo e la sua fine, in termini temporali e fisici. L’eternità è di per sé senza tempo e l’infinito è di per sé senza materia. Forse un giorno scopriremo chi ha inventato tempo e materia.
Per il momento, siamo lì, in questo ridicolmente piccolo pezzetto di materia e altrettanto ridicolo pezzetto di tempo.

Ricerchiamo l’origine della vita nell’energia che mette in moto l’universo e, con sufficiente convinzione, possiamo affermare che trova nutrimento nelle relazioni, mentre la forza di gravità tiene insieme tutto: pianeti e stelle, gas e materia, atmosfere ed esseri viventi, individui
e società. Tutta la cultura è basata sulla sfida alle forze misteriose e magiche che attraggono e respingono e mandano avanti il mondo. L’immaginazione si nutre di paradossi e trova stimoli continui nel ridiscutere e reimpostare i paradigmi centrali della sicurezza e della
logica razionale.

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