Michele De Lucchi

Editoriale. Domus 1026

Nel numero di luglio/agosto 2018 Michele De Lucchi parla di eros in senso lato: il migliore stato mentale per entrare in contatto con l’umanità.

Gli antichi miti identificavano in fantasiosi personaggi concetti astratti, che difficilmente potevano essere raffigurati. Gli istinti, le pulsioni e le emozioni diventavano così mitologiche figure di giovani leggiadri e vecchi barbuti che, con estrema efficacia, trasmettevano quello che le parole non riuscivano. Erano, nei fatti, meravigliose scene teatrali alle quali facciamo ancora oggi riferimento. In Eros e Thanatos c’è l’assunzione dell’importanza degli opposti e la semplice constatazione che la vita nasce con Eros dall’attrazione, dalla seduzione reciproca e, si potrebbe aggiungere, dalla bellezza e dalla felicità.   

Eros è uno stato mentale ed è la migliore condizione possibile, il migliore strumento per entrare in contatto, mettere in rete gli otto miliardi di cervelli che compongono l’umanità di oggi

Contrariamente, in Thanatos c’è il rifiuto, la negazione reciproca e, si potrebbe aggiungere, l’orrore e la tristezza. Vitalità e immobilità, luminosità e oscurità, ospitalità e aggressività sono attributi che usiamo per definire le caratteristiche degli oggetti e degli ambienti nei quali siamo e di quelli nei quali desideriamo essere. C’è tanto Eros sbagliato, tanto Thanatos che, oltre a disturbare e confondere, danneggia fortemente la spinta emotiva al miglioramento e all’evoluzione. Gli oggetti e le loro forme ci servono per guardare avanti, per comunicare, capirci e organizzarci, perché non esiste alternativa a questo. Eros è uno stato mentale ed è la migliore condizione possibile, il migliore strumento per entrare in contatto, mettere in rete gli otto miliardi di cervelli che compongono l’umanità di oggi: farne un’unica grande mente universale, dove le sinapsi connettano tutti, ma proprio tutti, gli ‘abitatori’ (come diceva Gio Ponti) del mondo.    

Le forme definiscono il contatto tra l’astrattezza delle idee e le percezioni fisiche e comunicano sensazioni ed emozioni. Lo studio e la creazione di forme non sono attività frivole né feticiste, semplicemente perché rappresentano quello che non è altrimenti rappresentabile e fissano nella materia il pensiero dell’uomo. Chi è responsabile di raffigurare le ambizioni e i desideri dell’uomo ha il semplice, ma determinante, compito di distinguere Eros da Thanatos. 

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