Michele De Lucchi

Editoriale. Domus 1021

Nel numero di febbraio 2018, il secondo editoriale di Michele De Lucchi parla degli oggetti, che “rappresentano la parte concreta dell’esistenza”.

Gli oggetti sono il nostro mondo. Gli oggetti sono la grande categoria del mondo e tutto esiste in una dimensione oggettuale. Cresciamo, progrediamo, capiamo attraverso gli oggetti che costituiscono l’elemento base comune che ci permette disintonizzare le nostre immaginazioni. Addirittura, anche gli argomenti sono oggetti di riflessione, di discussione e di divergenza. Senza il riferimento agli oggetti sarebbe molto, molto più difficile comunicare. Gli oggetti rappresentano la parte concreta dell’esistenza e su di essa possiamo applicare tutte le caratteristiche astratte che li rendono descrivibili.

Possiamo dire che una sedia è comoda, moderna, minimale, ricca, povera, industriale e quel che vogliamo, e questi sono attributi che proiettiamo su un oggetto-sedia. Possiamo dire tecnologico, rustico, bello, accogliente e quel che vogliamo, e lo proiettiamo su un oggetto-edificio.

Sì, certamente. Molti architetti non apprezzeranno questo taglio radicale che tratta l’architettura in termini di oggetto, ma l’architettura così analizzata ci aiuta a distinguere le qualità funzionali da quelle simboliche, l’intenzione pragmatica da quella rappresentativa. Anche lo spazio si qualifica con maggiore chiarezza in rapporto agli oggetti. Sono gli oggetti che fanno lo spazio e non lo spazio che fa gli oggetti.

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