Il progetto, intitolato Reading between the Lines, è firmato dal duo Pieterjan Gijs e Arnout Van Vaerenbergh e situato a Borgloon, cittadina agricola nella regione di Haspengouw. La chiesa fa parte del progetto Z-OUT del museo Z33 di Hasselt, un ambizioso programma d'arte pubblica che prevede la realizzazione di diversi progetti in diversi luoghi nella regione fiamminga di Limburg nel corso dei prossimi 5 anni. A seconda della prospettiva di chi guarda, la chiesa può essere percepita come una massa piena o sembrare sul punto di dissolversi – in parte o interamente – nel paesaggio. È alta 10 metri e composta da 100 sottili lastre e 2.000 colonne di acciaio: grazie a questo metodo costruttivo, il paesaggio rimane visibile attraverso la chiesa, sia da lontano e vicino.
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Tomás Saraceno: Cloud Cities
Cloud Cities – installazione gigantesca che occupa lo spazio espositivo principale della Hamburger Bahnhof a Berlino – è costruita per essere spettacolare. Filigrana di sfere volanti catturate da un labirinto di ragnatele, la mostra si rifà alle cupole di Buckminster Fuller e ai giardini sospesi di Alex Raymonds. Certe sfere ospitano delle piante, altre sono raggruppate in strutture di Weaire–Phelan, altre ancora sono isolate, di dimensioni abbastanza grandi da permettere al visitatore di entrarci. Traendo forza visiva dalla polarizzazione tra le bolle sospese e la scura, distopica rete che le intrappola, l'installazione di Tomás Saraceno attenua la distinzione tra geometrico e biologico. Lo stesso schema si riproduce a ogni livello della struttura, dai micro ai macroelementi, costituendo quel che si potrebbe chiamare un ordinamento cosmico neoplatonico.
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I quattro nuovi para-padiglioni voluti da Bice Curiger per la Biennale di Venezia sono piccole mostre nella mostra, momenti di dialogo più serrato tra opere d'arte che cercano di sfuggire al ritmo paratattico tipico della Biennale, a metà tra architettura e scultura. Distribuiti tra i Giardini della Biennale e l'Arsenale, sono pensati per funzionare su una scala più modesta: sono sculture che crescono fino a ridefinire lo spazio, ma che al loro interno accolgono opere anche di piccole dimensioni. Si fondano infatti su un'idea di ospitalità al limite del parassitismo: Bice Curiger ha invitato la polacca Monika Sosnowska, il cinese Song Dong, l'americano Oscar Tuazon e l'austriaco Franz West a concepire quattro sculture che potessero essere abitate e popolate dall'opera di altri artisti.
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Inaugurata (finalmente) la mostra tira e molla milanese di Cattelan, è tempo di fare bilanci: un'operazione artistica di risonanza internazionale come la città non portava a casa da decenni e a costo praticamente zero. Il progetto della colossale mano in marmo di Carrara con tutte le dita mozzate tranne il medio, il più irriverente dei gesti rivolto al tempio della Finanza proprio dopo la grande crisi finanziaria mondiale, aveva mandato in fibrillazione il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e la sua giunta di centrodestra. Nella capitale partenopea, invece, la censura si è abbattuta sul museo Madre, un raro presidio di cultura e civiltà in un Sud divorato dalla malapolitica. In Italia, l'arte contemporanea fa ancora paura, molto, molto più della letteratura, della stampa o del cinema.
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A Punta della Dogana, Venezia, una nuova mostra della collezione di François Pinault titolata emblematicamente Elogio del Dubbio. Sessanta opere, storiche e nuove produzioni, di una ventina di artisti, propongono il dubbio nella sua dimensione più essenziale. Gli interpreti della pièce sono tutti superstar del milieu dell'arte contemporanea: Donald Judd, Maurizio Cattelan, Subodh Gupta, Jeff Koons, Bruce Neumann, Charles Ray solo per menzionarne alcuni. Come le precedenti rassegne, anche questa è stata curata da Caroline Bourgeois che ha scelto di proporre il dubbio a partire dallo spazio: ogni artista vanta infatti uno spazio a sé, una propria sala, con l'eccezione della prima, dove si susseguono differenti Untitled. Bourgeois durante la presentazione di Elogio del Dubbio ha inteso chiarire come nel concepire la mostra abbia scelto di lavorare sulla complementarietà degli estremi. Leggi l'articolo completo
