Biennale di Architettura di Venezia

Il presidente della Fondazione Davide Croff, quest’anno in veste di committente, ha sottolineato che per la prima volta la Biennale organizza una manifestazione al di fuori della sua sede di Venezia. “Questa edizione della Biennale non può essere solo guardata, ma va studiata. Per questo sono numerosi i momenti di dibattito.” Testo di Luigi Spinelli

Testo di Luigi Spinelli

Non si è trattato di una vera e propria conferenza stampa, visto che le domande non ci sono state - se si eccettua una di carattere molto generale a Richard Burdett. Il presidente della Fondazione Davide Croff, quest’anno in veste di committente, ha fatto gli onori di casa introducendo i protagonisti, sottolineando che per la prima volta la Biennale organizza una manifestazione al di fuori della sua sede di Venezia (la mostra Città-Porto a Palermo dal 15 ottobre al 14 gennaio) e segnalando che, oltre agli sponsor, tre partner – Risanamento S.p.A., Inarcassa, Italcementi - hanno partecipato anche propositivamente al progetto. L’indicazione, all’atto di apertura della manifestazione, è che “questa edizione della Biennale non può essere solo guardata, ma va studiata. Per questo motivo accanto alle mostre sono numerosi i momenti di dibattito.”

Un taglio spiegato con maggiore estensione da Richard Burdett, direttore della mostra Città. Architettura e Società. “La richiesta dell’Ente al momento del mio incarico era di celebrare le città e creare una polemica. Devo premettere che non ho mai trovato una istituzione nazionale che investa in un progetto culturale di questo tipo come la Biennale.

Il taglio della mostra vuole connettere la forma della città e la forma della società, che sono purtroppo separate. Basti pensare che, a parità di estensione, a Tokio l’ottanta per cento della popolazione usa i mezzi pubblici, mentre a Los Angeles la stessa percentuale di cittadini usa la propria macchina.
Al contrario del modello negativo che ho visto in una mappa dell’apartheid nel padiglione Sudafricano, le mostre riportano molti modelli positivi, come ad esempio una piccola palestra nelle favelas di Caracas.” Burdett si riferisce alla palestra Gimnasio Vertical S.ta Cruz del Este, progettata da Urban-Think Thank, Alfedo Brillembourg e Hubert Klumpner, all’interno di un programma di riqualificazione del barrio di Caracas con impianti sportivi sviluppati in verticale a causa dell’alta densità urbana.
“Le sezioni delle città non parlano solo di architettura, i temi sono quelli della democrazia, dell’economia, della società; la mostra affronta il rapporto tra forma e democrazia: non si può parlare del fenomeno città senza capire i temi trasversali della mostra, che sono democrazia, economia e mobilità.”

Claudio D’Amato Guerrieri è il curatore della mostra Città di Pietra all’interno del progetto Sensi Contemporanei, rivolto alle regioni del meridione, con l’obiettivo del restauro delle coste italiane, “luogo prediletto della lebbra edilizia, spontanea e non”. “Il primo momento della mostra, intitolato Progetto Sud, ho voluto dedicarlo ad Aldo Rossi. Ci siamo concentrati su quattro luoghi con presenze incongrue che aspettano di essere risolti: Punta Perotti a Bari, il porto turistico di Pantelleria, le Latomie dei Cappuccini a Siracusa e il porto di Crotone.

Desidero sottolineare due momenti dell’operazione: un momento storico, L’altra modernità, con modelli che mostrano i caratteri della città mediterranee del sud, e un momento propositivo, Costruire con la pietra oggi, dedicata ai principi rinnovati della tradizione lapidea, perché, come diceva Mario Ridolfi, “Non esistono materiali moderni o sorpassati”.

“Oggi, in un’era di globalizzazione, non possiamo non parlare di identità dell’architettura italiana, che è ad un punto molto basso”.

Secondo Rinio Bruttomesso, curatore dell’altra mostra promossa dal progetto Sensi Contemporanei - definito da Alberto Versace, direttore del Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico, “ il primo caso di accordo multiregionale in Italia” - “Città-Porto non è una mostra, come è stato scritto, ma una azione culturale complessa e articolata. E’ lo studio della relazione tra la città e il suo Porto, che prende avvio da Palermo. Una web television sulle città d’acqua – www.citta-porto.tv - aggiornerà sulle iniziative relative alla mostra di Palermo.”
L’appuntamento per la presentazione, organizzata dalla Regione Sicilia, è sul rimorchiatore Liberty Tug attraccato di fronte al Museo Navale.
Il curatore del nuovo “attesissimo” padiglione italiano Franco Purini, nell’inaugurare la nuova vita di questa struttura, afferma che “ di fronte ai problemi della città attuale, è necessario agire in due direzioni: riprendere il controllo della città da parte di chi la abita, e imparare a governare le molteplicità.

Il tema unico del nuovo Padiglione Italia è una nuova città italiana, prevista in un quadrante geografico strategico, tra Verona e Mantova – e per questo chiamata Vema. Una città ideale, nei luoghi di Virgilio e Giulio Romano, accanto ai luoghi di Palladio. Una città innovativa ed ecocompatibile, nella quale vorrebbe vivere la classe di cittadini definita “creativa” da Richard Florida. Una città centrica, alternativa allo sprawl del paesaggio veneto-lombardo. Inoltre una città realizzabile, come ha dimostrato uno studio sociologico di fattibilità applicato a questo modello”. Purini sottolinea inoltre con soddisfazione di aver promosso per questa occasione due premi, disegnati dall’artista Luigi Ontani, uno dedicato a Giancarlo De Carlo e l’altro a Manfredo Tafuri.

Un battesimo, quello del nuovo Padiglione Italia, celebrato anche da Pio Baldi, nella doppia veste di direttore per l’architettura e l’arte del Ministero dei Beni e Attività Culturali, e di commissario del nuovo padiglione: “Vema è una coraggiosa proposta di Franco Purini, antidoto ai problemi urbani in quanto senza centro e senza periferia. Un tentativo audace di una città nuova da inserire in un paese – l’Italia – che non ha “spazi bianchi”. Credo che avrà tanto più successo quanto più saprà rapportarsi col tessuto esistente del paese”.
Le video installazioni create da Neutral alle Corderie
Le video installazioni create da Neutral alle Corderie

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