Sospesa la mostra di Abdessemed

12. feb. 2009
Sospesa la mostra di Abdessemed
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Con un breve comunicato la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha comunicato oggi di avere sospeso momentaneamente l'apertura della mostra "Le ali di Dio" dell'artista Adel Abdessemed in seguito a pressioni ricevute da parte di istituzioni e associazioni animaliste rispetto ai contenuti forti di alcune opere esposte. In particolare le immagini presenti nel video Don't trust Me (Non fidarti di me) del 2007 che mostrano l’uccisione tramite un colpo di martello alla testa di 6 animali. Le riprese sono state realizzate in un mattatoio messicano, in cui questi animali sono allevati per essere macellati e inseriti nel circuito del mercato alimentare.

“Pur essendo certi di agire nella più assoluta legalità ed essendo convinti del valore culturale e artistico delle opere di Adel Abdessemed, abbiamo deciso di non aprire per il momento la mostra al pubblico. Viste le pressioni ricevute da istituzioni e associazioni animaliste e visto il particolare momento che il nostro paese sta attraversando, non vogliamo che un evento artistico diventi motivo di strumentalizzazione e di sterili polemiche. La Fondazione sta lavorando per poter permettere al pubblico di vedere questa mostra, nel rispetto della sensibilità di tutti e della libertà espressiva dell’artista” ha dichiarato Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Francesco Bonami ha affermato: “L’arte contemporanea che parla della violenza non ci impone la violenza ma chiede a chi ha deciso di attraversare la soglia dello spazio espositivo di riflettere sulla violenza e sulle sue diverse declinazioni, da quella del mondo animale a quella del mondo degli umani. L’arte dell’artista algerino di origine berbera Adel Abdessemed non vuole provocare, semplicemente parla della responsabilità e della violenza del vivere”.
“Nella odierna globalizzazione ci sono segnali che posso cogliere, animato da una rabbia primordiale. Questa rabbia proviene dall’amore per gli altri, da un amore profondo per la nostra umanità” ha spiegato Adel Abdessemed.

Immagini dall'alto: Don't Trust Me (Non fidarti di me), 2007. Video installazione, 6 video su monitor
I video, della durata di pochi secondi, mostrano l’uccisione tramite un colpo di martello alla testa di 6 animali, una pecora, un cavallo, un bue, un maiale, una capra e un cerbiatto. Le riprese sono state realizzate in un mattatoio messicano, in cui questi animali sono allevati per essere macellati e inseriti nel circuito del mercato alimentare. Nei video l’atto dell’uccisione resta però isolato dal contesto, reso ambiguo nelle sue motivazioni e nei suoi effetti, per questo l’opera sembra rimandare a un’idea astratta della violenza, ponendo in questione il modo in cui questa viene rappresentata e percepita. Il tema della fiducia evoca, negandole, le nozioni di sicurezza e di fede.