L’Italia di Zaha Hadid - Speciale MAXXI - Domus

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Fig.1 “L’Italia di Zaha Hadid”, veduta della mostra, MAXXI, Roma 2017. Courtesy Fondazione MAXXI
 

L’Italia di Zaha Hadid

Nella grande mostra monografica dedicata all’architetta anglo-irachena il contenitore coincide con il contenuto: dalla fabbrica del MAXXI ai molteplici lavori realizzati nel nostro Paese.

 

Speciale MAXXI

Al MAXXI, “L’Italia di Zaha Hadid” celebra a un anno dalla sua improvvisa scomparsa uno degli architetti più influenti del nostro tempo, prima donna vincitrice del prestigioso Pritzker Prize e autrice, tra gli altri, anche del progetto dello stesso MAXXI.  

Realizzata a cura di Margherita Guccione, direttrice MAXXI Architettura, e Woody Yao, direttore di Zaha Hadid Design, l’esposizione intende evidenziare l’intenso rapporto dell’architetta anglo-irachena con il nostro paese, a partire dagli edifici che qui ha realizzato per estendersi al design e al made in Italy. “L’Italia di Zaha Hadid” viene accompagnata da un catalogo in italiano e in inglese edito da Quodlibet, a cura di Pippo Ciorra e Margherita Guccione, con testi critici, tra gli altri, di Patrik Shumacher, Stefano Boeri, Richard Burdett, Maurizio Gentile, Luca Molinari, Deyan Sudjic, Domitilla Dardi, e arricchito da una sezione dedicata alle fotografie di Hélène Binet.

 

Come sottolinea Margherita Guccione: “L’Italia di Zaha Hadid” è un percorso nel pensiero della geniale progettista del MAXXI che ha guardato con interesse alla tradizione artistica e architettonica del nostro paese. Le suggestioni dinamiche del barocco romano, le caleidoscopiche visioni del futurismo italiano, le ricerche sperimentali di Luigi Moretti e di Pier Luigi Nervi sono solo alcuni dei dichiarati riferimenti dei suoi progetti. Ed è proprio l’uso plastico del cemento – testato dagli ingegneri italiani nei cantieri artigianali del dopoguerra – che, attraverso successive fasi di astrazione, ci porta fino al cemento del MAXXI, la prima opera realizzata in Italia, e al coevo e possente Phaeno Science Center di Wolfsbourg, entrambe occasioni di esasperata ricerca formale oltre che strutturale”.

Ospitata dagli spazi della più spettacolare porzione del museo, la Galleria 5, con la grande vetrata che si proietta sulla piazza, la mostra esplora trasversalmente l’opera e il pensiero di Hadid: dai bozzetti pittorici e concettuali ai modelli tridimensionali, dalle rappresentazioni virtuali agli studi interdisciplinari, insieme a oggetti, video, fotografie capaci di rivelarne lo sforzo costante di ricerca pionieristica e sperimentale. Realizzato da Zaha Hadid Design, che negli ultimi anni ha curato tutti gli allestimenti delle mostre dello studio, l’allestimento si ispira agli schizzi dell’architetto per il MAXXI: una versione tridimensionale delle linee fluide immaginate per il museo che, adattandosi alle curve e alle pendenze della Galleria 5, accoglie i materiali, organizzati in diverse aree.

Fig.11 “L’Italia di Zaha Hadid”, veduta della mostra, MAXXI, Roma 2017. Courtesy Fondazione MAXXI

Fig.11 “L’Italia di Zaha Hadid”, veduta della mostra, MAXXI, Roma 2017. Courtesy Fondazione MAXXI


Una parte importante dell’esposizione è dedicata ai progetti architettonici italiani, tra cui il Terminal Marittimo di Salerno che, con la sua struttura organica a forma di ostrica stabilisce un nuovo legame tra la città e il mare; il Messner Mountain Museum a Plan de Corones che si innesta nel cuore della montagna e apre a nuove inedite visuali; la vertiginosa Torre Generali per City Life a Milano, che costruisce un nuovo orizzonte urbano con la sua portentosa torsione verticale; la Stazione dell’alta velocità di Afragola, appena inaugurata, e il MAXXI stesso, le cui forme fluide e dinamiche si stabiliscono nel quartiere definendo il perimetro non solo di un museo, ma di un vero e proprio spazio pubblico e urbano.

Un’ulteriore, ampia sezione della mostra è incentrata sul rapporto tra Zaha Hadid e il design made in Italy, con cui la progettista ha stretto interessanti e ripetuti sodalizi creativi. Anche quando disegna arredi o complementi, Hadid rimane sempre e prima di tutto un architetto e i suoi oggetti si snodano nello spazio come vere e proprie micro-architetture. Dai divani per B&B Italia e Cassina alle lampade per Slamp, dai vasi e i centrotavola per Alessi alle librerie componibili per Magis, dalle sedie, le panche, i tavoli per Sawaya & Moroni fino alle incursioni nel mondo dell’alta gioielleria, con l’anello B.zero1, e della moda con la borsa disegnata per un evento di beneficenza di Fendi. Una sperimentazione costante sulla forma raccontata attraverso disegni, video, prototipi, oggetti che raccontano un complesso processo progettuale capace di attraversare le scale e le funzioni.

Fig.12 “L’Italia di Zaha Hadid”, veduta della mostra, MAXXI, Roma 2017. Courtesy Fondazione MAXXI

Fig.12 “L’Italia di Zaha Hadid”, veduta della mostra, MAXXI, Roma 2017. Courtesy Fondazione MAXXI


Il percorso espositivo comprende anche uno spettacolare muro di venti metri, con proiezioni video che raccontano i progetti di Zaha Hadid in tutto il mondo, a cui si aggiunge un nastro sospeso, che raccoglie le foto di Hélène Binet che ne ha ritratto quasi tutte le architetture. I visitatori potranno anche ammirare alcuni grandi quadri che rivelano il legame dell’architetta anglo-irachena con il Suprematismo russo, come Malevich’s Tektonic (2015) e Metropolis (2014). Una sezione a parte della mostra (ZH CoDe) documenta infine la ricerca dello Studio Hadid sulla progettazione parametrica e interdisciplinare, con l’utilizzo di quelle sofisticate tecnologie digitali che hanno contribuito a definire e rendere unico il suo linguaggio espressivo e formale e che si proiettano oggi verso il futuro. Per concludere con le parole di Woody Yao: “Continuiamo a evolverci, ma ci sentiamo impegnati a rimanere nel solco tracciato da Zaha. Per molti versi, la mostra è sì una retrospettiva, ma anche una dichiarazione d’intenti con la quale esprimiamo il nostro impegno nella produzione di nuove idee e soluzioni che possano innalzare gli standard e produrre benefici per tutti”.

Fig.13 “L’Italia di Zaha Hadid”, veduta della mostra, MAXXI, Roma 2017. Courtesy Fondazione MAXXI

Fig.13 “L’Italia di Zaha Hadid”, veduta della mostra, MAXXI, Roma 2017. Courtesy Fondazione MAXXI



fino al 14 gennaio 2018
L’Italia di Zaha Hadid
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo
via Guido Reni, 4/A, Roma