The Buchner’s boxes

Il lavoro di Giorgio Buchner, archeologo, e le tracce di vita di uomini vissuti 3.000 anni fa sull'Isola di Ischia s'intrecciano nelle fotografie di Luigi Spina a costruire una drammatica sequenza tassonomica.

Il tempo in una scatola

Le cassette che Giorgio Buchner ha raccolto e meticolosamente conservato raccontano il sogno tenace dell’archeologo. Scavando sull’Isola di Ischia per cinquant’anni, scrisse la storia della prima colonia greca dell’Occidente. Il British Museum di Londra celebra la scoperta: “Pithekoussai, now Ischia: the first greek colony in the western Mediterranean”.

Cassette di legno 40 x 45 cm, contenitori neutri per scatole di cartone grigio più piccole, di misure diverse, che si incastrano come in una tessitura. Contengono denti, frammenti di ossa, teschi, tracce organiche di esistenze che hanno attraversato l’isola 3000 anni fa. E oggetti di ogni tipo che quelle esistenze hanno accompagnato, colorato, alleggerito o addolorato, fibule, vasi, ferma trecce, armille, anellini, pesi in piombo, ami da pesca, lucerne, un poppatoio per lattanti. Infine zolle di terra sezionata e catalogata, che il tempo ha scolorito fino allo stesso grigio, memoria di luoghi spettatori di eventi umani. O protagonisti, scosse, modificazioni, distruzioni e ricostruzioni. Per 20 anni hanno taciuto—riposo, sonno, oblio—, impilati in scaffali di metallo, come un archivio di vite quotidiane.

Luigi Spina, The Buchner's boxes
Oggi Luigi Spina riconsegna loro la voce. Riprendono la narrazione. È una storia di tempi che si intrecciano. Buchner avvolgeva ogni cosa nei fogli di giornali che la sua comunità di archeologi tedeschi, inglesi e italiani aveva a portata di mano, The Times, Il Mattino, The Daily Telegraph, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Süddeutsche Zeitung, frammenti di notizie lunghe decenni e larghe quanto il mondo, lo sbarco sulla luna, le campagne elettorali, le guerre politiche. Non solo, custodiva piccoli denti o scarne falangi nelle scatole dei fiammiferi illustrate, immagini da Carosello.
Luigi Spina, The Buchner's boxes
Un’altra storia, per molti la nostra. Il tempo di ieri. Il tempo di oggi. Il tempo antico. Triangolazioni, fili che collegano le usanze, i brandelli, l’immaginario, i sogni di ieri di oggi (ci sono ancora sogni così potenti oggi?), e i sogni antichi bisbigliati tra il terriccio secco. Qualcosa di eterno, come l’alba e l’imbrunire, come il moto, come le correnti. Come il mare. Moto infinito, forza superiore, testimone di vita e morte. Una grande placenta distesa intorno.
Davide Vargas

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