Dopo il brutale intervento della polizia sui manifestanti che a Istanbul hanno occupato Gezi Park, Domus pubblica un'analisi della sociologa e docente Pelin Tan, con le foto dell'attivista Eunseon Park.
La realizzazione posticipata del progetto dedicato a Roosevelt, che Kahn e il suo studio disegnarono tra il 1973 e il 1974, è divenuto un esercizio di conservazione architettonica. Dopo quasi quattro decenni sulle scene, ha dovuto affrontare lo stesso dilemma di gran parte degli edifici che invecchiano: adattarsi o morire.
Per gli abitanti delle città storiche sembra che il tempo, quello dell'architettura, si debba fermare e la contemporaneità si possa confrontare solo con se stessa, nelle periferie. La cupola di Fuksas, in centro, ha il merito di aver riaperto la discussione.
New Concordia Island, il concorso d'idee organizzato da ICSplat su un tema paradossale come il naufragio della Costa Concordia, era perfetto come detonatore per ulteriori riflessioni progettuali: un approccio aperto, non necessariamente contestualizzato e ristretto all'Isola del Giglio. Pochi commentatori italiani se ne sono accorti, gli altri si sono persi nell'indignazione.
Il riscatto del centro storico di Città del Messico ha modificato non solo le strade e gli edifici dei quartieri che lo compongono, ma anche le sue dinamiche e i ritmi quotidiani più intimi. Susana Iglesias lancia un lamento notturno per ciò che è andato perduto sotto il peso del nuovo.
La chiusura del Nederlands Architetctuurinstituut (NAi) Netherlands Architecture Institute è straordinariamente miope: non solo si tradurrà in una minore visibilità per l'architettura ma mette a rischio i notevoli risultati dell'architettura olandese degli ultimi venticinque anni.
I detriti fisici costituiscono la versione non ufficiale del nostro retaggio, della nostra storia, della nostra identità: la sporcizia che riempie le nostre città è la nostra vera eredità. Come dobbiamo interpretare questo filtrato delle umane intenzioni?
Nelle grandi università americane si sta assistendo a un'accelerazione del trasferimento degli insegnamenti universitari dai campus fisici alle piattaforme online. Nel modello di apprendimento del futuro la responsabilità dell'apprendimento sarà trasferita dal docente agli studenti, aprendo la possibilità a una nuova architettura dell'istruzione.
La tanto agognata Agenzia Nazionale di Valutazione dell'Università e della Ricerca colma un divario fra l'Italia e le altre nazioni europee e tenta d'introdurre una cultura della qualità, fondata su una chiara identificazione degli obiettivi della formazione e della ricerca, destinati a essere poi verificati e tenuti sotto controllo attraverso un processo di autovalutazione.
In passato, ogni città veniva fondata, poi si sviluppava e infine decadeva. Certe scomparivano addirittura, come faranno le grandi metropoli di oggi. Abbiamo bisogno di uno sguardo sul futuro; ma pare che qualcuno si sia fatto avanti per scrivere il futuro delle nostre città al posto nostro.
Con uno sviluppo delle coste di oltre 900 chilometri e centinaia di migliaia di newyorchesi che vivono in zone dichiarate alluvionabili, è chiaro che la città si adatterà al dopo Sandy, ma che si servirà soprattutto dei cittadini. Come conciliare, quindi, le iniziative di base, come Occupy Sandy, con la massiccia risposta in termini d'investimento di capitali?
Con 20.000 professionisti attivi su 16,5 milioni di abitanti, l'architettura cilena è vittima del suo stesso eccesso. Bisognerebbe incrementare una rete orizzontale, in modo che tutti i punti diventino un centro di pensiero, produzione e diffusione. Non più in alto o più in basso poiché quel che ci interessa, la città, sta nel mezzo.