Opinioni
close    
Cronaca da Gezi Park
 

Cronaca da Gezi Park

Dopo il brutale intervento della polizia sui manifestanti che a Istanbul hanno occupato Gezi Park, Domus pubblica un'analisi della sociologa e docente Pelin Tan, con le foto dell'attivista Eunseon Park.

 

Architettura / Pelin Tan

Un parco per Roosevelt, 40 anni dopo

La realizzazione posticipata del progetto dedicato a Roosevelt, che Kahn e il suo studio disegnarono tra il 1973 e il 1974, è divenuto un esercizio di conservazione architettonica. Dopo quasi quattro decenni sulle scene, ha dovuto affrontare lo stesso dilemma di gran parte degli edifici che invecchiano: adattarsi o morire.

 

Opinioni / Gideon Fink Shapiro

Cupole e città

Per gli abitanti delle città storiche sembra che il tempo, quello dell'architettura, si debba fermare e la contemporaneità si possa confrontare solo con se stessa, nelle periferie. La cupola di Fuksas, in centro, ha il merito di aver riaperto la discussione.

 

Opinioni / Marialuisa Palumbo

Progetti e metafore

New Concordia Island, il concorso d'idee organizzato da ICSplat su un tema paradossale come il naufragio della Costa Concordia, era perfetto come detonatore per ulteriori riflessioni progettuali: un approccio aperto, non necessariamente contestualizzato e ristretto all'Isola del Giglio. Pochi commentatori italiani se ne sono accorti, gli altri si sono persi nell'indignazione.

 

Opinioni / Luca Silenzi

Memoria della notte

Il riscatto del centro storico di Città del Messico ha modificato non solo le strade e gli edifici dei quartieri che lo compongono, ma anche le sue dinamiche e i ritmi quotidiani più intimi. Susana Iglesias lancia un lamento notturno per ciò che è andato perduto sotto il peso del nuovo.

 

Opinioni / Susana Iglesias

C'era proprio bisogno di un nuovo istituto? Addio al NAi

La chiusura del Nederlands Architetctuurinstituut (NAi) Netherlands Architecture Institute è straordinariamente miope: non solo si tradurrà in una minore visibilità per l'architettura ma mette a rischio i notevoli risultati dell'architettura olandese degli ultimi venticinque anni.

 

Opinioni / Sérgio Miguel Figueiredo

È di nuovo tempo di agire

I detriti fisici costituiscono la versione non ufficiale del nostro retaggio, della nostra storia, della nostra identità: la sporcizia che riempie le nostre città è la nostra vera eredità. Come dobbiamo interpretare questo filtrato delle umane intenzioni?

 

Opinioni / Florian Idenburg

Le facoltà del futuro

Nelle grandi università americane si sta assistendo a un'accelerazione del trasferimento degli insegnamenti universitari dai campus fisici alle piattaforme online. Nel modello di apprendimento del futuro la responsabilità dell'apprendimento sarà trasferita dal docente agli studenti, aprendo la possibilità a una nuova architettura dell'istruzione.

 

Opinioni / Troy Conrad Therrien

Architetti made in Italy

La tanto agognata Agenzia Nazionale di Valutazione dell'Università e della Ricerca colma un divario fra l'Italia e le altre nazioni europee e tenta d'introdurre una cultura della qualità, fondata su una chiara identificazione degli obiettivi della formazione e della ricerca, destinati a essere poi verificati e tenuti sotto controllo attraverso un processo di autovalutazione.

 

Opinioni / Mario Lupano

Pensare il futuro in India

In passato, ogni città veniva fondata, poi si sviluppava e infine decadeva. Certe scomparivano addirittura, come faranno le grandi metropoli di oggi. Abbiamo bisogno di uno sguardo sul futuro; ma pare che qualcuno si sia fatto avanti per scrivere il futuro delle nostre città al posto nostro.

 

Opinioni / Remi Khosla

Sandy, un mese dopo

Con uno sviluppo delle coste di oltre 900 chilometri e centinaia di migliaia di newyorchesi che vivono in zone dichiarate alluvionabili, è chiaro che la città si adatterà al dopo Sandy, ma che si servirà soprattutto dei cittadini. Come conciliare, quindi, le iniziative di base, come Occupy Sandy, con la massiccia risposta in termini d'investimento di capitali?

 

Opinioni / Ben Ableman

Architettura contemporanea in Cile: l'orizzontalità pendente

Con 20.000 professionisti attivi su 16,5 milioni di abitanti, l'architettura cilena è vittima del suo stesso eccesso. Bisognerebbe incrementare una rete orizzontale, in modo che tutti i punti diventino un centro di pensiero, produzione e diffusione. Non più in alto o più in basso poiché quel che ci interessa, la città, sta nel mezzo.

 

Opinioni / Francisco Díaz