Visita agli edifici di Piero Portaluppi
Mercoledì 25 aprile, h. 11.00 con replica alle 15.00
partenza ingresso del Museo, via Marconi 1
Durata 2 ore circa, iscrizioni al desk Storyville al Museo, informazioni e prenotazioni: 02/43353522
Costo 12 euro (comprensivo di assicurazione FIAB)
Ridotto per i possessori della card900 – 10 euro
In caso di pioggia si rinvia a sabato 28 aprile, le visite verranno effettuate al raggiungimento di un numero minimo di iscritti.
Le tappe del percorso:
Casa degli Atellani (1919-21, ricostruzione 1946-52) – Si tratta del rifacimento di due antiche dimore di età sforzesca, unite tra loro e trasformate nell'abitazione di Ettore Conti e dello stesso Portaluppi. L'edificio contiene due corti comunicanti e conserva una sala con affreschi attribuiti a Bernardino Luini.
Casa e studio Portaluppi (1938-39) – questo edificio si distingue per la sobria facciata, con una regolare sequenza di finestre, e per il basamento rivestito da lastre metalliche. Il piano terra è occupato dallo studio dell'architetto, di raffinatissima fattura, oggi sede della Fondazione Portaluppi.
Sede per la società Filatura Cascami Seta (1920-24) – Sorge in via S. Valeria a fianco del palazzo Cornaggia, di cui completa la corte interna. L'esterno presenta un linguaggio tra il barocchetto e il déco, che si ritrova anche nella ricca decorazione ed articolazione spaziale degli spazi interni.
Palazzo INA (1932-37) – Con questo edificio Portaluppi contribuisce a formare il volto della nuova piazza Diaz, ricavata con ampie distruzioni negli anni trenta. Il palazzo di caratterizza per la prevalenza delle linee orizzontali, cui fanno da contrappunto la torre e il portico a serliana sul lato nord.
Palazzo della società Buonarroti-Carpaccio-Giotto (1926-30) – Si tratta della 'testa di ponte' del nuovo quartiere di piazza Duse. Originale ed innovativa è la soluzione del grande arco, che raccorda i corpi laterali e permette di mantenere la continuità della cortina su corso Venezia.
Planetario Hoepli (1929-30) – il planetario sorge all'interno dei Giardini Pubblici e si caratterizza per la grande cupola rivestita in rame, appoggiata su un basamento a pianta ottagonale. L'ingresso avviene da una pronao che evoca la forma di un tempio classico.
Casa Radici-Di Stefano (1929-31) – Questo edificio per appartamenti è scomposto in due blocchi indipendenti e si distingue per la soluzione degli angoli, con due bovindi triangolari affiancati e fasciati da balconi. Ospita la casa-museo Boschi, con una straordinaria collezione di arte italiana del novecento.
Casa Corbellini-Wassermann (1934-36) – Si tratta di una delle opere migliori di Portaluppi. La casa si articola in due corpi, rivestiti per metà della loro altezza da lastre in marmo di Ornavasso e affacciati su un giardino. Da notare la scala a chiocciola esterna e la meridiana sulla facciata laterale.
Edifici residenziali per la società Armida (1961-64) – Questi edifici testimoniano dell'ultima fase della produzione di Portaluppi. È evidente la ripresa di elementi stilistici e di materiali della vicina casa Wassermann, adattati a un volume più consistente.
