IX Mirrors by Ron Gilad

Al Salone del Mobile Dilmos presenta una serie di specchi che esplora il passato artistico e culturale dell'Italia e rimanda alle nove vite dei gatti.

 

Notizie

Nella serie IX Mirrors Gilad suggerisce che l'immagine allo specchio racchiude un'ipocrisia che riflette solo la nostra esteriorità. Ci chiede allora di contemplare una possibilità più complessa e poetica del reale. Il titolo, che rimanda alle nove vite dei gatti, rappresenta la possibilità di altre vite interiori celate e svelate dall'anima dello specchio.
Gli specchi di Gilad sono semplici cornici di legno rettangolari in cui sono state introdotte delle narrative. Il riflesso dello spettatore non più oggettivo, contiene più di quanto riflette. L'aspetto funzionale diventa secondario; le corde sopra lo specchio, le cornici dorate svuotate ed il portacandela di bronzo all'altezza del volto dello spettatore non hanno una funzione puramente decorativa.

Alcuni specchi contengono riferimenti storici che uniscono il presente con il passato e sono indizi di altre vite che si accostano così alla nostra. Altri giocano con la propria struttura, distorcendo la nostra percezione dello specchio come oggetto.
In quasi ogni aspetto del suo lavoro, Gilad esplora e gioca con la scala per sfidare i confini della nostra percezione. Dal punto di vista del design, questi principi sono la ricerca delle giuste proporzioni, ma Gilad ignora appositamente le giuste proporzioni, fino ad arrivare all'estremo con soluzioni surreali. Pur mantenendo la propria autenticità artistica, la collaborazione con Dilmos ha portato Gilad ad esplorare il passato artistico e culturale dell'Italia. Nei suoi specchi incorpora antiche stoffe veneziane, mosaici bizantini eseguiti a Ravenna, figure scolpite a mano modellate sull'esempio di sculture classiche romane. Per lui l'atto di citare la storia ha due ruoli: conferire rispetto al passato e soddisfare l'esigenza di ridefinirlo in modo giocoso.

Il titolo, che rimanda alle nove vite dei gatti, rappresenta la possibilità di altre vite interiori celate e svelate dall'anima dello specchio.

Ron Gilad , nato nel 1972 a Tel Aviv, vive e lavora a New York City. Gli oggetti ibridi di Ron Gilad abbinano l'ingegno al gioco estetico e si posizionano sull'ampia e accattivante linea tra astratto e funzionale. I suoi lavori si ispirano al rapporto tra l'oggetto e la sua funzione, stimolando le nostre percezioni. Spaziano dai pezzi unici alle edizioni limitate ed alle produzioni di serie, i suoi lavori non hanno "data di scadenza" e si possono trovare in tutto il mondo in collezioni pubbliche e private. Gilad pone incessanti domande in formato tridimensionale e produce risposte che pongono sempre nuovi stimoli. Metaforicamente Gilad è un linguista che crea il suo proprio linguaggio. Impara le origini delle "parole" e sviluppa nuovi "sinonimi".

Gli specchi di Gilad sono semplici cornici di legno rettangolari in cui sono state introdotte delle narrative.

IX Mirrors by Ron Gilad
12 -17 aprile, h. 10-21
inaugurazione 12 aprile, h. 18
Dilmos
piazza San Marco 1, Milano

In quasi ogni aspetto del suo lavoro, Gilad esplora e gioca con la scala per sfidare i confini della nostra percezione.

Gilad ignora appositamente le giuste proporzioni, fino ad arrivare all'estremo con soluzioni surreali.