In risposta ai recenti eventi nordafricani, Domus invita architetti, designer, artisti urbanisti, teorici e i lettori a riesaminare la relazione tra due continenti geograficamente adiacenti, eppure politicamente e socialmente molto distanti. Può una infrastruttura essere usata come mezzo per articolare la complessità di una condizione spaziale? L'Africa dovrebbe essere definitivamente separata—o invece di nuovo connessa—dall'Europa?
Inviateci le vostre idee per un'opera d'infrastruttura immaginaria che colleghi l'Africa all'Europa. Le migliori, selezionate da Lieven De Cauter, Dieter Lesage autori del carteggio Un ponte Eurafricano (pubblicato su Domus a maggio) e la redazione di Domus, saranno pubblicate nel numero di luglio/agosto, su domusweb.it ed esposte in una speciale mostra alla galleria The Gopher Hole di Londra nel luglio 2011. Tutte le proposte devono essere inviate sotto forma di cartolina postale. Un lato deve riportare una visualizzazione del progetto proposto; nell'altro, è possibile includere una breve descrizione, messaggio o motivazione della propria proposta. Qualsiasi dimensione è accettabile purchè la proposta venga inviata sotto forma di cartolina postale (Non inviare materiale in buste sigillate). Ricordarsi di riportare nome e indirizzo e-mail sul retro. Per essere incluse nella mostra, le proposte devono pervenire entro il 18 luglio 2011.
Tutto il materiale arrivato in redazione potrà essere riprodotto ed esposto da Domus.
Le proposte vanno inviate a:
Project Heracles
Call for ideas on a Eurafrican connection
Domus
Via G. Mazzocchi, 1/3
20089 Rozzano (MI)
Italy
Africa, Ceuta, Dieter Lesage, DOMUS 947, Eurafrican connection, Europa, Gibilterra, Lieven De Cauter, Ponte, Project Heracles
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Il profilo orografico dello Stretto di Gibilterra presenta una larghezza minima pari a 14 km e una massima di 44. Secondo la leggenda, lo Stretto segnava il limite del mondo conosciuto: e le Colonne d’Ercole ne erano il simbolo.
Note
su un punto di transito
Euroafricano
ECONOMIA
Il corridoio fornirà una spinta sostanziale all'economia del Sud Europa e del Nord Africa. Se il confine tra Marocco e Algeria, chiuso dal 1994, verrà riaperto, e i collegamenti stradali tra i due paesi miglioreranno, il passaggio potrebbe benissimo dimostrarsi vantaggioso sul piano economico. Alcune proiezioni suggeriscono, infatti, che una via di transito a Gibilterra potrebbe essere utilizzata da otto milioni di persone solo nel primo anno.
GEOLOGIA 1
Lo scavo di una galleria dovrebbe superare sfide ingegneristiche molto maggiori di quelle affrontate dai progettisti dell'Eurotunnel: qui, infatti, l'acqua è incomparabilmente più profonda (quasi mille metri nella fascia più sottile dello stretto, paragonati agli appena settanta della Manica). A rendere il problema ancora più arduo, il fondo marino attorno a Gibilterra è permeabile, e ciò richiede che il tunnel venga realizzato altri cento metri più in basso. Ma la pressione dell'acqua a tale profondità è così alta che il tunnel presenterebbe delle pesanti infiltrazioni indipendentemente dalla qualità della realizzazione.
TRAFFICO 1
Se il collegamento dovesse essere realizzato con un ponte, è necessario tenere in considerazione la presenza di forti correnti marine da est a ovest, mentre i piloni dovrebbero essere in grado di sostenere forti raffiche di vento e possibili collisioni con navi in transito. Lo Stretto di Gibilterra è uno dei tratti di mare più trafficati del mondo, secondo solo a quello di Malacca a Singapore. Ogni giorno è attraversato da trecento navi (un terzo delle quali trasporta sostanze nocive) senza contare i traghetti locali e le molte barche da pesca e da diporto. E nei prossimi anni si prevede un deciso incremento del traffico.
GEOLOGIA 2
Al centro della sezione più stretta del canale sorge una 'montagna' sottomarina. Essa potrebbe essere usata per dividere in due parti la campata del ponte. Tuttavia, la posizione del passaggio coincide con una faglia attiva delle placche tettoniche africana ed euroasiatica, il che implica un seppur moderato rischio sismico.
TRAFFICO 2
Nello stretto, il traffico passeggeri da nord a sud si impenna nei mesi estivi, quando quasi tre milioni di emigranti marocchini fanno ritorno a casa in auto per le vacanze. Negli ultimi anni, il numero di marocchini in Spagna è salito in modo deciso: stando alle statistiche ufficiali, più di 500.000 vi risiedono legalmente, mentre varie decine di migliaia sono i residenti privi di documenti. Le persone che hanno passato lo stretto a nuoto sono meno di trecento (un numero inferiore di quanti hanno scalato l'Everest)
e solo cinque sono riusciti a attraversarlo in entrambe le direzioni.
ENERGIA
Alcuni studi hanno proposto la possibilità di costruire centrali elettriche che sfruttano le correnti marine dello stretto.
Negli anni Venti e Trenta, un vasto pubblico sostenne il progetto Atlantoropa, che proponeva di innalzare una diga attraverso lo stretto per generare grandi quantità di energia. Il progetto prevedeva di abbassare il livello del Mediterraneo di varie centinaia di metri, creando di conseguenza anche vaste aree
di territorio abitabile.
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