La mostra si apre con i cellophane degli anni Quaranta. Pasolini chiama così le fragili pellicole sui cui spreme il colore direttamente dal tubetto e lo lavora con le dita. Tra queste prime prove pittoriche, tutte dedicate al nido di Casarsa, spicca la serie di ritratti del fratello Guido, accostati a un disegno di De Pisis nel tentativo di ricostruire il contesto culturale del Pasolini ventenne. Sono gli anni in cui matura l'interesse per l'estetica e le arti figurative dopo la fatale "fulgurazione figurativa" delle lezioni di Roberto Longhi su Masaccio e Masolino all'Università di Bologna.
Il bisogno di mantenere un contatto carnale con la materia, di sperimentarla nelle sue diverse possibilità, di affondare le mani nel colore, ritorna alla metà degli anni Sessanta con lo struggente ritratto di Laura Betti e Ninetto Davoli nei panni di Desdemona e Otello, dove Pasolini mescola olio, spray, pastello e acquerello. L'opera introduce a una dimensione dell'universo pasoliniano in cui affetti, amicizie, cinema, pittura e documentazione fotografica si susseguono in un continuum di rimandi reciproci. Le fotografie scattate sul set di Medea da Mimmo Cattarinich raccontano di una Callas continuamente rassicurata dalla presenza di Pasolini, mentre nelle lettere accanto il rapporto si ribalta e si legge della "Maria (fanciullina)" che consola l'amico dopo la fine di un amore.
L'ultimo capitolo è quello della serie dei sedici ritratti, per la prima volta riuniti tutti insieme, che Pier Paolo Pasolini dedica al suo vero maestro Roberto Longhi. Le bellissime fotografie di Dino Pedriali, scattate nell'intimità dalla casa di Torre di Chia, a pochi giorni dalla morte di Pasolini, dialogano con le opere pittoriche, documentandone la realizzazione e restituendone tutto l'estro del processo creativo. A completare il quadro, una selezione di lettere inedite e autografe che narrano dei rapporti di Pasolini con la redazione di "Paragone" e l'ambiente intellettuale di Villa Il Tasso.
In prossimità del finissage, giovedì 28 giugno, sarà presentato il catalogo della mostra. Saranno presenti: Stefano Boeri, Giovanni Agosti, Davide Dall'Ombra e Giuseppe Frangi. Il catalogo, 192 pagine ricche di saggi e brani pasoliniani, con numerose tavole dedicate a fotografie, documenti e opere in mostra, fa il punto sulla produzione artistica di Pasolini, ponendosi come riferimento per la conoscenza dei suoi dipinti e disegni.
Pasolini a Casa Testori
Largo A. Testori 13, incrocio tra via Dante e via Piave, Novate Milanese (MI)
Mostra a cura di Davide Dall'Ombra e Giovanni Agosti
