Biosphera 2.0 - Architettura - Domus
Biosphera 2.0
 

Biosphera 2.0

Presentato a Courmayeur, il modulo abitativo di soli 25 mq provvisto di tutti i servizi essenziali racconterà in diretta web per un anno come si vive in una casa a energia zero.

 

Architettura / Marco Pesenti

Inaugurata ai piedi del Monte Bianco, Biosphera 2.0 è la casa del futuro. Il modulo itinerante si sposterà di città in città, misurando il benessere psicofisico degli utenti all’interno di un ambiente energeticamente efficiente. Il tutto a ritmo di post.

Courmayeur è la prima tappa di un road trip internazionale che durerà 12 mesi, portando la casa del futuro a spostarsi da Aosta a Milano, seguita da Rimini, Torino e Lugano. Biosphera 2.0 è un progetto di ricerca e sviluppo unico al mondo dove prestazioni energetiche e tecnologie d’involucro si confrontano con il comportamento degli utenti, monitorati costantemente attraverso l’uso combinato di “tecnologie indossabili”, start-up e social network. Il progetto interdisciplinare, promosso dal dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e l’Universitè de la Vallée d’Aoste, ha visto la collaborazione d’istituti, agenzie e società che operano nel campo dell’edilizia sostenibile. Aktivhaus e Vallée d’Aoste Structure sono state affiancate da ZEPHIR-Passivhaus Italia per lo sviluppo di simulazioni termiche e illuminotecniche, Minergie per l’impiego responsabile di energia e fonti rinnovabili e PEFC per la gestione sostenibile delle foreste.

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Nato da un concorso bandito dal gruppo Woodlab del Politecnico di Torino che ha coinvolto 100 studenti di architettura e ingegneria proveniente da tutta Italia, Biosphera 2.0 è la nuova versione della machine-à-habiter immaginata da Le Corbusier. Rivestita di pannelli intagliati che sembrano riprendere le cime sfaccettate del massiccio alpino, la casa sperimentale ha subìto il fascino dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, proposto come simbolo di un cambiamento culturale.

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Un modulo abitativo di soli 25 mq provvisto di tutti i servizi essenziali utili al vivere bene. Il parallelepipedo, lungo 12 m, alto e largo 3, ospita una zona giorno con angolo cottura a induzione, un locale tecnico affiancato da un bagno comunicante e una zona notte con due letti a castello. Le due finestre, posizionate sul lato lungo del blocco, si trovano in corrispondenza della zona giorno, con dimensioni maggiori, e della zona notte, con un’area nettamente inferiore. L’uso del legno come materiale da costruzione sostenibile permea tutta la costruzione, dalle pareti portanti realizzate da pannelli multistrato a strati incrociati e accoppiati con lana di roccia agli arredi interni realizzati con materie prime e lavorazioni artigiane tipiche della tradizione valdostana. Tecnologie per interni quali l’illuminazione a Led per ridurre i consumi di luce artificiale, elettrodomestici e sensori di nuova generazione promettono ottime prestazioni energetiche e propongono monitoraggi costanti di abitanti e dotazione impiantistica.

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Un esperimento condiviso sul web, una ricerca olistica che unisce esperienza dell’utente e sistema, un esempio costruttivo che applica le più moderne tecnologie presenti in edilizia. Biosphera 2.0 è il primo modulo al mondo costruito seguendo i protocolli standard per edifici passivi Passivhaus e Minergie-P. Durante il suo percorso, il modulo abitativo sarà sottoposto a stress termici continui, passando dai -20°C invernali di Courmayeur ai +39°C estivi di Rimini. L’involucro passivo è stato progettato per gestire i picchi radiativi, riducendo al minimo il passaggio di calore attraverso le pareti perimetrali. Il cuore di legno produce uno sfasamento termico tale da far variare di soli 0,8 °C al giorno le condizioni termiche interne, anche nelle condizioni meteo più estreme. Quindi, il calore prodotto dalle persone che vi abitano e dagli elettrodomestici sono sufficienti a garantire il mantenimento delle condizioni ideali di temperatura interna, intorno ai 20°C e con livelli di umidità al 45-60%. Le potenzialità dell’involucro sono accoppiate con impianti ad alta efficienza energetica. In copertura, 2,5 kW di impianto fotovoltaico provvedono all’alimentazione completa di tutti i dispositivi elettrici della casa. Inoltre, la dotazione impiantistica prevede un serbatoio da 150 litri che garantisce acqua calda sanitaria “scaldata dal sole”, un piccolo condizionatore da 1250 W e impianti di ricambio d’aria con scambiatore di calore. E quando il sole manca, 10 kWh di scorta sono immagazzinati in una batteria di ultima generazione, calcolata per una resistenza senza alimentazione solare di circa 15 giorni. E se tutto questo non bastasse? L’abitante, visto come parte attiva della casa, interagisce con essa per produrre calore gratuito con qualche posizione yoga e l’installazione di una cyclette con alternatore nel soggiorno per ricaricare le batterie in caso di emergenza.

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I sensori all’interno dell’edificio hanno lo scopo di raccogliere i dati di 25 parametri legati all’involucro edilizio, quali temperatura, umidità, qualità dell’aria, campi magnetici ma anche polveri sottili e qualità dell’aria interna, specialmente quando il modulo sarà soggetto a condizioni ambientali con possibile inquinamento atmosferico. Ma non solo. I 24 abitanti volontari che si succederanno da Courmayeur a Lugano avranno in dotazione un braccialetto sviluppato dalla start up americana Empatica, che raccoglierà dati sulle loro condizioni fisiche e fisiologiche, dalla frequenza cardiaca alla temperatura superficiale del corpo, passando per il loro stato emotivo. Ancor di più, il progetto si fa promotore del concetto di progettazione biofilica per stabilire gli effetti fisiologici e psicologici derivanti dal rapporto tra uomo e contesto esterno. La stretta correlazione tra strutture artificiali e naturali può avvenire in diversi modi, molti dei quali sono stati inseriti nel concept architettonico di Biosphera 2.0. Oltre alla generosa porzione vetrata dell’area soggiorno, l’ottimizzazione della luce naturale e l’utilizzo di materiali e superfici naturali contribuiscono a rafforzare questo legame. Il fine ultimo è lo studio dell’intelligenza naturalistica degli abitanti del modulo, che fornirà dati utili alla calibrazione dei valori utili al raggiungimento della condizione di benessere interno.

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Biosphera 2.0 racconterà in 12 mesi cosa non deve mancare nella casa del futuro, e lo farà tutto in diretta web. Pensieri, fotografie e video contribuiranno a creare un diario di bordo aggiornato dai volontari che si susseguiranno, oltre a commenti e a spunti richiesti per capire come si vive in una casa a energia zero. Se da un lato la raccolta dei dati servirà alla validazione scientifica di soluzioni architettoniche innovative e all’influenza del comportamento degli utenti all’interno dell’ambiente costruito, dall’altro Biosphera 2.0 è un modo mostrare al mondo le possibilità di una casa energeticamente efficiente, intesa come risparmio per il consumatore e maggior rispetto per l’ambiente che ci circonda.

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