Bas Van der Veer interpreta la ceramica, Frank Willems la gomma cerata, Aze Design+Beton la lamiera modellabile, Serhan Grkan il legno. Sono nomi di cui sentiremo parlare. Il secondo progetto è firmato dal polacco Oscar Zieta, confermata star internazionale che ha visto il suo design esposto a Berlino, New York e al Victoria & Albert Museum di Londra. Celebre per il suo sgabello Ploop Stool, che grazie alla tecnologia FIDU ha mostrato come due lastre d'acciaio possano essere saldate tra loro, gonfiate, diventando solide e allo stesso tempo molto leggere, è a Lodz per la prima volta nel ruolo di curatore.
La mostra "Underpressure", che indaga le molteplici applicazioni del mondo-inflatable dal design all'architettura – sono presenti divano e sedie gonfiate, Blow Sofa di Malafor, Fotel Blow (Zanotta), le Inflating Lights di Erik Stehmann, la slitta Airboard progettata da Joe Steiner) a confermare la fortunata origine del suo pezzo più noto.
Oltre alle due gradi mostre, Marek Cacula cura "Table Tank", una panoramica sulla tavola ideale arricchita da oggetti di materiali naturali come il legno, l'argilla e il lino in contrapposizione alla più concettuale e immaginaria interpretazione pensata dal dipartimento di design di Fabrica, con pezzi tesi a investigare l'accezione sociologia e antropologica della convivialità di oggi.
Accompagnano le grandi mostre la lettura di portfolio da parte di curatori e giornalisti di fama internazionale, un'affascinate presentazione del design del gioiello contemporaneo, biciclette progettate da da stilisti affermati come Kenzo Takada e Agatha Ruiz de la Prada, e decine di presentazioni legate alla creatività sparse per tutta la città. Il Festival vanta anche un suo premio: 20,000 PLN (pari a circa 5.000 euro) vanno al vincitore di "make me", terza edizione del concorso per giovani designer dai 18 ai 30 anni.
Presentato alla Triennale di Milano in occasione dello scorso Salone del Mobile, a cura di Miska Lovegrove, il design polacco sta guadagnando fama e popolarità anche all'estero.
Come il suo Paese, è ricco di contrasti: "dalla tecnologia utilizzata da Zieta alle creazioni con materiali più poveri come il feltro e legno o ceramica, in poco tempo il design polacco è riuscito ad affermarsi oltre frontiera; non avendo mai avuto grandi risorse da investire ed essendo una disciplina piuttosto giovane nel nostro Paese, siamo molto legati al lato artigianale delle nostre produzioni," dice Jacobson-Cielecka, che aggiunge: "Ultimamente il governo polacco ha capito che è necessario investire in questa disciplina e diversi corsi sono stati istituiti nelle accademie d'arte del paese. Speriamo che l'impegno dello stato polacco continui in questa direzione e che si possa dare l'opportunità di sviluppare in maniera strutturale e efficace questo settore. Il Festival di Lodz, nato inizialmente dalla volontà e passione di pochi, ambisce a posizionarsi come uno degli appuntamenti di rilievo a livello internazionale". Maria Cristina Didero
